SPOTTER: si, no, quanto.

HAI SPESSO BISOGNO DELLO SPOTTER? FORSE STAI SBAGLIANDO TUTTO.

Che roba è lo SPOTTER? In allenamento generalmente possiamo dire si tratti della persona che “assiste e protegge chi sta sollevando pesi in certi esercizi più pericolosi.

Piccola premessa: ci sono situazioni in cui lo SPOTTER è molto utile, altre in cui per qualcuno è indispensabile, ad esempio quando si fa panca pesante un aiuto per staccare il bilanciere è molto utile, sempre se lo SPOTTER sa il fatto suo, e qui si apre un mondo.

Tanto per cominciare prendiamo in esame le ultime quattro parole della descrizione di SPOTTER cioè “certi esercizi più pericolosi” e qui in parte c’è la chiave di tutto.

Quali sono gli esercizi più pericolosi? Teoricamente ad esempio lo squat con bilanciere e la panca sono fra questi, in pratica però anche le croci su panca o le spinte in alto con manubri (dumbbell overhead press) o altri considerati più di normale amministrazione possono essere esercizi pericolosi, molto dipende dal carico cioè dal peso utilizzato.

Con relativamente poco peso, è più difficile farsi male fondamentalmente perché è meno impattante su tutto (articolazioni, tendini, muscoli ecc.) mentre invece come tutti sanno o dovrebbero sapere, all’aumentare del carico bisogna stare attenti, ad esempio in un back squat con bilanciere se facciamo poche ripetizioni, i dischi intervertebrali o i menischi sono più soggetti a lesioni se c’è un peso notevole che li comprime dall’alto.

Non solo, all’aumentare del carico per moltissime persone (la maggior parte) viene meno il controllo del gesto, non per tutti, ci sono Powerlifters o Bodybuilders di altissimo livello capaci di “fallire” un alzata senza perdere la tecnica e parlo anche di roba da Bodybuilder come un press con manubri su panca inclinata, come dicevo però per la maggior parte non è così e questo comporta alcuni problemi.

In linea di massima, sia che io faccia Powerlifting, Bodybuilding, o che mi alleni in ottica fitness, il “giochino” funziona (cioè ottengo risultati) quando mi alleno bene e qui ci rientra anche eseguire gli esercizi non dico perfettamente ma decentemente si; per fare questo devo necessariamente avere io il controllo del carico (il peso) perché se non è così allora non avrò nemmeno il controllo sul mio corpo anche in merito ad articolazioni (facendole lavorare male e “rischiandomele”) e muscoli che non sfrutterò nel migliore dei modi rispettando la biomeccanica.

Non riuscirò nemmeno a gestire bene cose come il TUT (tempo sotto tensione) o gli angoli degli esercizi che poi son quelli che consentono di usare più o meno ROM (raggio di movimento) di una articolazione e conseguentemente quanto riesco ad allungare e a contrarre un muscolo. Insomma tutte cose che soprattutto sulla medio-lunga distanza hanno la loro importanza sia per infortuni che per risultati anche se mi alleno in ottica fitness o bodybuilding, se poi faccio il powerlifter prima o poi pagherò probabilmente il prezzo o di fastidi/dolori e/o lesioni provocate da mancanza di controllo costante per i motivi spiegati sopra e forse non riuscirò nemmeno ad esprimere il mio vero potenziale.

Naturalmente quanto sopra vale anche in una preparazione atletica con sovraccarichi qualunque sia lo sport per il quale ci prepariamo.

SI MA COSA C’ENTRA LO SPOTTER?

Come dicevo nel titolo, se hai spesso bisogno dello SPOTTER forse stai sbagliando tutto. Vedo nelle palestre che frequento da anni molti ragazzi che “chiedono una mano” continuamente, cioè chiedono l’aiuto dello spotter molto molto spesso e ciò significa che in pratica non hanno mai il controllo del carico (il peso) e anche che mediamente esagerano e questa è palesemente una cazzata per tutto quanto spiegato sopra.

Lo SPOTTER comunque bisognerebbe saperlo fare, ho visto gente aiutare nelle distensioni su panca con manubri spingendo a mano aperta da sotto i gomiti… e poi ho visto tricipiti cedere e manubri colpire la faccia del malcapitato tipo una “martellata al contrario verso l’interno”.

Anche quando si aiuta uno nello squat bisognerebbe mettersi in una posizione in cui non gli diamo fastidio ma si è efficaci nel momento in cui ci sia bisogno, cioè molto vicini e in pratica “facendo squat di conseguenza a lui” perché se c’è un del peso sul bilanciere, da 80cm di distanza non sarò in grado di fare niente se non cadergli addosso anche io… Stessa storia nella panca, se stacchi il bilanciere e poi lo lasci cadere come un masso quando quello sotto non è pronto… non dai una grande mano.

A prescindere dalle considerazioni sul saper fare lo spotter, se ne dovrebbe richiedere l’intervento solo in casi particolari, cioè ogni tanto se vogliamo provare un massimale o comunque andarci giù veramente pesanti per motivi concreti (es. programmazione dell’allenamento e non per ego) o anche se in una particolare giornata siamo un stanchi ecc. ricordandosi che se la stanchezza è troppa forse è meglio non allenarsi.

Insomma è arrivato il messaggio? Semplifico in modo politicamente scorretto:

In molti casi SE VI ALLENATE SEMPRE CON LO SPOTTER non avete mai il controllo, state sempre esagerando e in buona sostanza NON SAPETE MAI CHE CAZZO STATE FACENDO.

Buon allenamento!

 


GIANNI NENCIONI

Strength trainer Lvl.3 e docente FIPE Federpesistica CONI, Top Trainer Fif Federazione Italiana Fitness settore fitness e bodybuilding.

Coach, personal trainer, allenatore e preparatore atletico.

Empoli, San Miniato Basso, Fucecchio. Provincie di Firenze e Pisa. Più in generale in Toscana e online in tutta Italia.

Altamente specializzato nel coaching online, nel Powerlifting, in allenamenti old school basati sui multiarticolari (es. squat, panca e stacco) e nell’allenamento della donna.

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